“Io ho fatto per mia devozione una chiesa intitolata alla Madre di Dio seu hospitale de peregrini cossi nominata della Santità di Papa Gregorio tertio decimo per due Scritture l’una Graziosa l’altra Religiosa”.

Don Fabrizio Pignatelli detta queste parole per ricordare, nel suo testamento, le motivazioni che sono all’origine della costruzione, fuori la Porta Reale, di una chiesa di modeste dimensioni e di un ospedale destinato all’accoglienza dei pellegrini. La costruzione di Santa Maria Mater Domini, in stile classico ad una sola navata, fu portata a termine nel 1574. La facciata costruita in piperno, semplice e ben definita nello spazio, conserva il disegno originale.

Sul portale della chiesa, a protezione dei pellegrini, venne posta una statua in marmo, Madonna con Bambino, capolavoro di Francesco Laurana. Per preservarne la conservazione è stata sostituita da una copia e l’originale si trova oggi sul ciborio dell’altare maggiore.

 

Chiesa S.MariaMaterdomini Interno

 

Alla sinistra dell’altare troviamo l’elegante monumento funebre marmoreo di Fabrizio Pignatelli con la statua bronzea che lo rappresenta inginocchiato, le armi deposte, in atteggiamento di umile sottomissione (1590 ca.). Opera di Michelangelo Naccherino, la scultura fu commissionata dai confratelli Decio Caracciolo e Alfonso Galeotta.

Due stemmi marmorei, originariamente collocati in facciata, riportano le insegne di papa Gregorio XIII e della monarchia spagnola sul finire XV secolo e sono realizzati utilizzando frammenti di bassorilievi del sec.VI raffiguranti dromedari che si abbeverano ad una fonte d’acqua. In una piccola sala che introduce all’antica sacrestia – oggi sede dell’Archivio Storico – sono esposte sei sculture lignee policrome della Passione, realizzate tra l’ultimo quarto del sec. XVI e la metà del XVII.

IL COMPLESSO ARCHITETTONICO

le chiese, la terra santa, il salone del mandato

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LE SCULTURE

le statue, gli altari, le lapidi

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I DIPINTI

I DIPINTI

un viaggio nella città lungo cinque secoli.

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GLI ARREDI SACRI

la devozione che diventa opera d’arte

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L' ARCHIVIO STORICO

un patrimonio unico al servizio degli studiosi

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Tra VIA TOLEDO e la PIGNASECCA

arte, fede e storia

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 L'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, nasce nel 1578 per offrire accoglienza e ristoro ai pellegrini e, fedele allo spirito delle origini, ha saputo adeguare nella sua lunga storia le forme del suo impegno al mutare delle domande di aiuto dei più poveri. Lungo i secoli l’attenzione posta alle misere condizioni e alla precaria salute dei pellegrini, si evolve, all’inizio dell’Ottocento, nella fondazione di un moderno ospedale sanitario e, quando questo viene assorbito dal sistema sanitario nazionale (1970), nella ricerca di nuovi terreni nei quali praticare la solidarietà cristiana e promuovere la crescita culturale e spirituale di tutti. Oggi il Poliambulatorio “Bernardo Giovino”, il Centro Socio Educativo per minori “Fabrizio Pignatelli”, il “banco alimentare”, il sostegno discreto a quanti sopportano più degli altri il peso dell’attuale crisi economica, sono i luoghi nei quali quotidianamente si concretizza l’adesione dei confratelli allo spirito di servizio che è alle fondamenta dell’antico sodalizio. Rilevante è l’attività di promozione culturale: l’Arciconfraternita promuove ed ospita conferenze, dibattiti, convegni scientifici e manifestazioni artistiche aperte al pubblico.

 Il Complesso Museale dei Pellegrini non è soltanto quindi il contenitore di patrimonio straordinariamente ricco di opere d’arte ma spazio aperto: qui la memoria della devozione alle opere di carità e di accoglienza si incontra con la complessa vita sociale e culturale della città.

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