Parrocchia

Piazza Dante, 82

Aperta tutti i giorni.

Visita guidata su prenotazione.

Orario di visita: 7:45 - 12:00; 17:00 - 20:00

Contatti: tel (+39) 081 5499398

Lunedì – Sabato 07:45 - 12:00; 17:00 - 20:00

Don Antonio Salvatore Paone

 

Nei primi anni del 1600 alcuni Padri Domenicani calabresi giunsero a Napoli e si stabilirono nella chiesetta di Santa Maria della Salute, nella zona allora detta Largo del Mercatello, con l’intenzione di costruire un ricovero per i fratelli calabresi che arrivavano in città. Le fonti storiche seicentesche raccontano che l’opera ebbe inizio grazie all’elemosina di 800 scudi fatta dalla nobildonna Sara Ruffo al Padre Domenicano Tommaso Viesti, come lei prigioniero dei Turchi in seguito al saccheggio della città di Mesoraca.

Grazie alle donazioni ricevute dai napoletani, i Domenicani edificarono una nuova chiesa (1660) e la dedicarono a San Domenico Soriano, in virtù della copia della miracolosa immagine di San Domenico che i Padri avevano portato con sé dall’omonimo convento di Soriano e per la quale la popolazione nutriva grande devozione. Per il progetto della chiesa fu interpellato Fra’ Nuvolo, probabilmente responsabile della progettazione del solo coro alle spalle del presbiterio.

 

 

   
 Altare Maggiore e Coro    
 Luca Giordano, Madonna del Rosario

                                                                               

Nel corso del XVII secolo l’importanza della chiesa crebbe molto, tanto che essa divenne sede della Parrocchia al posto della chiesa di Santa Maria dell’Avvocata. Pertanto, sotto la guida dell’architetto certosino Bonaventura Presti e successivamente di Francesco Antonio Picchiatti, furono realizzati l’ampliamento della chiesa e il completamento del convento per i Padri. Tuttavia, nel corso del XVIII secolo, i lavori procedettero a rilento e terminarono con l’aggiunta del piccolo campanile, visibile sulla parete terminale del terrazzo del convento. Nel decennio francese il monastero venne soppresso, i Padri vennero espulsi e il convento fu ridotto a caserma. Soltanto nella seconda metà del XIX secolo furono avviati lavori di restauro all’interno della chiesa, che in quegli anni assunse l’aspetto attuale.

 

L’interno conserva alcune opere dell’originaria decorazione, come la tomba di Alessio Falcone, progettata da Ferdinando Fuga e scolpita da Giuseppe Sanmartino, nonché il bellissimo Crocifisso tardo-barocco, entrambi nella prima cappella a sinistra. Magnifico l’altare maggiore scolpito su progetto fanzaghiano, cui fanno eco le cappelle del transetto, in particolare quella a sinistra dominata dalla superba tela della Madonna del Rosario dipinta da Luca Giordano. Nella prima cappella a destra sono custodite le spoglie del Beato Nunzio Sulprizio, giovane di origini abruzzesi, modello di sopportazione del dolore e di forte fede, il cui processo di canonizzazione è in corso.

 

 

 

Beato Nunzio Sulprizio

 

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 L'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, nasce nel 1578 per offrire accoglienza e ristoro ai pellegrini e, fedele allo spirito delle origini, ha saputo adeguare nella sua lunga storia le forme del suo impegno al mutare delle domande di aiuto dei più poveri. Lungo i secoli l’attenzione posta alle misere condizioni e alla precaria salute dei pellegrini, si evolve, all’inizio dell’Ottocento, nella fondazione di un moderno ospedale sanitario e, quando questo viene assorbito dal sistema sanitario nazionale (1970), nella ricerca di nuovi terreni nei quali praticare la solidarietà cristiana e promuovere la crescita culturale e spirituale di tutti. Oggi il Poliambulatorio “Bernardo Giovino”, il Centro Socio Educativo per minori “Fabrizio Pignatelli”, il “banco alimentare”, il sostegno discreto a quanti sopportano più degli altri il peso dell’attuale crisi economica, sono i luoghi nei quali quotidianamente si concretizza l’adesione dei confratelli allo spirito di servizio che è alle fondamenta dell’antico sodalizio. Rilevante è l’attività di promozione culturale: l’Arciconfraternita promuove ed ospita conferenze, dibattiti, convegni scientifici e manifestazioni artistiche aperte al pubblico.

 Il Complesso Museale dei Pellegrini non è soltanto quindi il contenitore di patrimonio straordinariamente ricco di opere d’arte ma spazio aperto: qui la memoria della devozione alle opere di carità e di accoglienza si incontra con la complessa vita sociale e culturale della città.

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