Oltre 1200 tra volumi e cartelle e un cospicuo fondo pergamenaceo abbracciano l’arco di circa cinque secoli, dalla fondazione dell’Arciconfraternita ai nostri giorni.

L’ Archivio conserva atti regi ed ecclesiastici, bolle e brevi papali, numerose scritture private, patenti ed istrumenti, insieme agli incartamenti riguardanti i lasciti ereditari.

Quattordici volumi sono del secolo XVI, il più antico dei quali è datato 15 agosto 1579 e contiene l’elenco dei confratelli e delle consorelle iscritti all’Arciconfraternita. Un gruppo consistente di volumi del secolo XVI è costituito da Libretti e patenti per la cerca delle elemosine e da Libri d’elemosine dei Pellegrini che contengono la registrazione delle elemosine elargite all’Arciconfraternita. Tra la corrispondenza lettere autografe del re di Spagna, con i relativi sigilli, datate fra il 1592 e il 1601. Risalgono ancora al XVI secolo alcuni documenti riguardanti l’istituzione dell’Arciconfraternita, raccolti in tre volumetti d’indubbio interesse, il primo dei quali contiene notizie sulla prima chiesa realizzata da don Fabrizio Pignatelli presso le alle mura della Porta Reale.

La registrazione delle elemosine fatte alla compagnia in occasione degli anni santi 1600 e 1625 testimoniano la grande operosità dell’Arciconfraternita e la sua crescente popolarità.

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Le serie delle “Conclusioni” e degli “Appuntamenti” - le deliberazioni del governo della compagnia relative alla vita dell’Arciconfraternita e alla gestione dell’Ospedale - rivelano una particolare cura nella loro veste esteriore con fregi ed iscrizioni dorate sul dorso.

Del 23 dicembre 1620 una lettera di Filippo III al viceré card. Antonio Zapata nella quale è approvata la richiesta, fatta per conto dell’Ospedale dei Pellegrini, di liberazione di un condannato a morte in occasione della festa della SS. Trinità.

Sono 156 i volumi e le cartelle del secolo XVIII. Tra questi due volumi contabili dove tra le elemosine e le donazioni raccolte nell’anno santo 1725 figura il versamento di 500 ducati autorizzato da Carlo VI con lettera spedita da Vienna il 10 febbraio 1725 e la copia di una cedola redatta da Madrid di ducati 500 dal re Carlo II relativa all’anno santo 1700, segno del favore che ha accompagnato l’attività ospitaliera dell’Arciconfraternita anche presso le Autorità. Le “Memorie”, 13 volumi di memorie storiche della compagnia fin dalle origini, riportano la trascrizione di documenti andati in parte perduti.

Del secolo XIX sono 500 volumi; più della metà di essi riguardano la contabilità.

Le notizie contenute nei registri dei confratelli permettono di ricostruire in parte la vita quotidiana del sodalizio e l’identità dei suoi componenti. Emergono in essi i tratti di una vita associativa intensa e informata al rigoroso rispetto dei regolamenti interni: sono riportati con puntualità le presenze alle assemblee del governo e indicate le “tardanze, assenze e mancanze costante in base del rapporto giornaliero del Rettore e de’ Deputati…”.

E’ del 1882 un registro a stampa dove sono elencati i confratelli iscritti.

Cospicua la documentazione relativa all’Ospedale: la serie (37 volumi) dei libri “riguardanti gli individui entranti, sortiti, e morti nell’ospedale”; le “Relazioni Chirurgiche” in cui sono annotate le operazioni di pronto soccorso e di accettazione. Del 1867 un rapporto – in lingua inglese - sulle epidemie di colera e febbre gialla nell’esercito degli USA, edito a cura dell’ufficio del governo: dettagliato trattato sulla sintomatologia e sulla terapia dei due mali la cui pubblicazione testimonia l’attenzione prestata all’aggiornamento del personale sanitario in una branca della medicina – quella della cura e profilassi delle malattie infettive – di notevole importanza nel contesto napoletano.

Relativi al XX secolo, infine, sono circa 445 volumi datati sino al 1957 dedicati alla contabilità amministrativa, registri degli interventi dei confratelli, registri del patrimonio ed una numerosa serie di volumi che si riferiscono all’attività ospedaliera. 

 

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